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Alluvione e Schneck: volontariato e 5 per mille

Comunicato del 02/12/2010

Immagine comunicato

Certamente c’è stato un equivoco, quando il Presidente della Provincia Schneck all’indomani degli allagamenti di Vicenza e dintorni se ne è uscito con una battuta sui volontari “che a volte fanno più danno che bene”.  Chissà cosa gli è capitato di vedere per offrire il fianco alle rimostranze del sacro mondo del Volontariato e alle critiche di quello un po’ meno sacro del mondo politico, che hanno reagito con qualche espressione di sdegno. Ma tutto è stato subito attutito e assorbito dalla gravità della situazione e non se ne è più parlato. Io, invece, mi permetto di parlarne ancora. Non per ‘impisare foghi’, quanto per alcune considerazioni sui volontari e altro.

Sì, perché senza volerlo Schneck ha messo il dito nella piaga.

Infatti la riconoscenza che si deve alle migliaia di concittadini che si sono precipitati a dare una mano a chi si è trovato nelle difficoltà che abbiamo visto, ci fa anche dire che, al fondo di questa società definita spesso e volentieri egoista  e in profonda crisi di valori - addirittura divisa tra la solidarietà che predica e lo sfrenato individualismo che pratica sia in pubblico che nel privato - c’è invece un inaspettato zoccolo duro fatto di generosità e di altruismo.

Adagio dunque con i giudizi sommari e le condanne definitive.  Anche se forse queste migliaia di volonterosi dovrebbero sentirsi invitati a ‘stabilizzare’ le loro disponibilità aderendo alle molte Associazioni di Volontariato esistenti o addirittura, e meglio, fondandone qualcuna di nuova per uscire dall’episodicità che può portare con sé certi rischi.

Detto questo, vengo a Schneck.

Perché è dimostrato che purtroppo la generosità, il desiderio innato di essere utili, di dare una mano,  se non si usa la necessaria cautela e la doverosa precauzione, a volte possono causare ciò che certamente non si vuole. Per spiegarmi ricorro alle situazioni di emergenza provocate per esempio da un incidente stradale. Quanti non si sentono portati ad intervenire per soccorrere, per essere vicini all’infortunato e senza volerlo provocano invece guai veri e propri dovuti all’inesperienza, all’emotività, alla voglia comunque di fare qualche cosa? C’è sì l’obbligo del soccorso specialmente da parte di chi è stato la causa dell’incidente, pena la denuncia per ‘mancato soccorso’, come dice la legge. Ma mettere le mani su un ferito, magari svenuto - ci viene da sempre insegnato anche nei nostri corsi di infortunistica - questo è compito degli esperti, medici e infermieri. Quindi meglio astenersi e limitarsi a chiamare ambulanza e carabinieri.

Questo per dire che il riferimento del Presidente della Provincia era certamente causato dalla presenza di alcuni volontari generosi, pieni di abnegazione e di ‘buona volontà’ ma purtroppo sprovvisti di un minimo di preparazione oppure soltanto di cautela e quindi causa purtroppo dell’opposto del bene e cioè di danni. Non c’è da scandalizzarsi né da gridare all’ingratitudine.

Quindi ecco l’invito a tutti i volontari ad inserirsi in una Associazione o a fondarne una propria. Perché quello della preparazione adeguata e del costante aggiornamento è il dovere fondamentale che, in mancanza degli Enti Pubblici –Comuni e Provincia – viene generalmente assolto dal Volontariato organizzato.

Come accennato, lo fa anche il nostro Comitato Provinciale in occasione dei corsi per arbitri, allenatori e dirigenti. Lo stesso viene assicurato largamente dalle oltre 400 Associazioni di Volontariato della nostra Provincia.

Ancora una volta scuola, formazione, aggiornamento? Sì.

Anzi è dimostrato che la causa di realtà associative in declino, o che vivacchiano o che perdono pezzi o che soprattutto non riescono a trovare quel ‘quid’ che le renda attraenti e punto di riferimento per le attività che propongono, va ricercata proprio nella mancata o nella insufficiente azione formativa. Che costa. Eccome. Perché gli esperti, i competenti, gli istruttori costano. E gli ‘Euri’ sono sempre pochi. Evviva.

Anzi, assieme a tutto il mondo del Volontariato dobbiamo essere riconoscenti a Tremonti che per la prossima finanziaria prevede di toglierci 3 quarti dei fondi del 5 per mille: per il prossimo anno dei 400 destinati nel 2010 ne sono previsti soltanto 100. Bene. Bis.

Grazie dunque a Schneck che ha sollevato il problema, ma anche a Tremonti che ne ha indicato la soluzione.

Mario Zocche

mario.zocche@libero.it