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L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

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Nel lontano 1944 la Direzione Generale dell'Azione Cattolica approvava l'iniziativa di intraprendere la costituzione di un organismo specializzato per lo sport, con la denominazione di "Centro Sportivo Italiano", nel cui primo statuto, approvato nell’autunno dello stesso anno, si pone a fondamento dell'azione associativa il fine di "sviluppare le attività sportive ed agonistiche guardando ad esse con spirito cristiano, e cioè come ad un valido mezzo di salvaguardia morale e di perfezionamento psicofisico dell'individuo: questo sport dalla forte valenza educativa va esteso al "maggior numero possibile di individui". È il principio cardine dell'Associazione: il C.S.I. è promosso da cristiani, ma è aperto a tutti e collabora con quanti si impegnano per uno sport a servizio dell'uomo.

Nonostante siano passati quasi 70 anni, quelle parole sono valide anche oggi, più attuali che mai, soprattutto di fronte alle urgenti ed emergenti sfide educative delle giovani generazioni, come spesso la Conferenza Episcopale Italiana ricorda nei propri documenti ufficiali.

Sfide educative che interrogano gli educatori, sul modo migliore e più efficace di come trasmettere dei valori e dei principi, che possono aiutare i ragazzi a crescere in piena armonia con se stessi e ciascuno nel proprio ambiente quotidiano, con la famiglia, le istituzioni scolastiche, la parrocchia, il gruppo dei coetanei, e ovviamente nell’ambito sportivo.

Traendo spunto da queste importanti riflessioni, il Comitato Provinciale del C.S.I. di Vicenza, ha promosso anche per l’estate del 2013, la nuova edizione del campo sport insieme, avente quest’anno come slogan “L’altra faccia della medaglia”.

I cinquanta ragazzi partecipanti (tra i 10 ed i 14 anni), una volta partiti per la splendida ed accogliente località di Lavarone (TN), durante l’ultima settimana di giugno, hanno svolto delle attività educative incentrate su uno dei valori essenziali della società, che è il RISPETTO, visto nelle delle due facce di un’unica medaglia e cioè, cosa può succedere quando il Rispetto è presente nelle dinamiche sociali ed invece cosa accade in caso di assenza di quest’ultimo; giorno dopo giorno, ragazzi ed istruttori, insieme, hanno cercato di costruire un idea comune di RISPETTO, idea che deve partire dal rispetto degli altri (genitori, fratelli, amici, insegnanti, allenatori, catechisti), delle regole (nello sport e nello stare insieme), del creato (tutela della natura, minaccia dell’inquinamento, conservazione delle specie animali, abbandono dei rifiuti), delle cose (cibo, acqua, giochi, materiale scolastico, edifici pubblici e privati), di se stessi (cercare di vivere la propria vita in modo equilibrato evitando gli eccessi) e di DIO (lo rispettiamo ?, come ci rapportiamo a Lui ?, rispettiamo coloro che credono in Dio ?).

Gli argomenti sui quali i ragazzi hanno fatto gli interventi, sono stati riportati su un medaglione gigante, dalla doppia faccia, dove si sono evidenziati gli aspetti negativi e positivi: quindi se c’è il rispetto, ognuno si trova a proprio agio sia a livello personale e sia a livello comunitario.

Ma oltre all’attività educativa, durante le giornate, i ragazzi si sono cimentati nelle varie discipline sportive proposte, che hanno occupato la gran parte del tempo (tre ore circa di attività sportiva al giorno): pallacanestro, calcio a cinque, tiro con l’arco, oltre le novità introdotte quest’anno, che sono il tennis, il nordic walking e l’arrampicata sulla palestra di roccia.

Lo sport è il collante di tutto il campo: attraverso di esso i ragazzi stanno insieme, si conoscono, imparano ad avere consapevolezza dei propri limiti e dei limiti degli altri, oltre che ad aiutarsi reciprocamente.

Lo sport nell’ambito di questo tipo di camposcuola, permette non solo di vivere (per quanto possibile) i valori cristiani, ma di sentirsi parte della Chiesa: i momenti di preghiera e di riflessione personale, non sono di certo mancati.

Particolarmente divertenti sono state le serate di animazione, dove festa, divertimento e gioco, hanno trovato la giusta collocazione e nel corso delle quali i ragazzi hanno dimostrato attenzione, forte senso di squadra, ottima collaborazione, e una grande simpatia.

Alla fine del campo, i ragazzi che si sono distinti nella pratica sportiva per l’impegno e la costanza dimostrata, nonché per il proprio comportamento, sono stati premiati con l’oro, l’argento ed il bronzo, proprio come avviene alle olimpiadi, cercando di far capire che l’olimpiade più importante è quella della vita, che si gioca nella quotidianità di tutti i giorni, caratterizzata a volte da eventi gioiosi e nello stesso tempo da momenti tristi, nella consapevolezza che nel gioco della vita, il sostegno e l’appoggio del Dio di Gesù Cristo difficilmente può mancare.

Infine, un ringraziamento particolare ai ragazzi ed alle rispettive famiglie per la fiducia dimostrata, agli istruttori sportivi / animatori (Roberto Peretto per il tiro con l’arco, Gianni Agostini per la pallacanestro, Luca Dellai per il calcio a cinque, Lage Enrico e Andrea Guazzo per il tennis, Mario Campoli e relative assistenti per il nordic walking), a don Giuseppe Marangoni (assistente e guida spirituale del campo), a tutti coloro che hanno reso possibile questa entusiasmante avventura (Davide Dall’Olmo per i filmati e Martina Poletto per i cartelloni), che si spera, possa essere riproposta anche in tempi futuri.

Il Coordinatore del Campo Sport Insieme

Bortolotto Diego


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