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Il desiderio di essere contagiosi

Comunicato del 23/09/2014

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Pubblichiamo con piacere questa lettera uscita nel giornale locale a fine giugno di una nostra operatrice del servizio Pre-Post-Interscuola che sintetizza l'importanza di questo nostro servizio a favore dei famigliari dei detenuti di Vicenza e l'entusiasmo e la professionalità con il quale queste nostre associate operano.

 

 

Il desiderio di essere contagiosi

 

Se l'entusiasmo potesse essere un virus, vorrei essere ammalata sempre, dal momento che il vivere a stretto contatto con i bimbi è diventato più di un lavoro: l'euforia infatti è ciò che caratterizza la tenera età ed è fortunatamente incontenibile.

Non sono molti gli anni trascorsi da quando il Centro Sportivo Italiano di Vicenza mi ha concesso l'occasione di collaborare all'interno dei servizi rivolti alla famiglia, nei contesti scolastici e no, ma quando mi è stato proposto di intraprendere un nuovo sentiero verso la mia professionalità, attraverso un percorso di educazione alla legalità, ho accettato ad occhi chiusi, forte e consapevole di condividere la filosofia che contraddistingue le iniziative dell'associazione: una particolare sensibilità.

Ad ottobre del 2013 quindi, partecipo insieme ad altri colleghi al programma di formazione per “animatore penitenziario”, grazie al quale incontro il personale della Casa Circondariale, della onlus Il lembo del  mantello della Caritas Diocesana Vicentina e un esperto del codice civile: ognuno motivato a divulgare e pizzicare le coscienze dei più, a proposito di un argomento che interessa tutti: l'educazione civile.

A febbraio 2014, veniamo invitati per la prima volta come gruppo, all'interno della Casa Circondariale di Vicenza, dove riceviamo dalle mani del Direttore l'attestato di frequenza e diamo vita al servizio. Inutile sottolineare che ogni novità necessita di un processo di metabolizzazione: come un seme che ha bisogno della propria maturazione, abbiamo cominciato ad entrare nelle giornate dedicate ai colloqui con i familiari di sole due sezioni della Casa Circondariale, sotto gli occhi vigili del personale, incuriositi dei genitori e quelli gioiosi dei bambini.

Mi piacerebbe poter materializzare a parole ciò che accade ad ogni nostro ingresso, quando veniamo accolti dai bimbi: la cartina tornasole indicherebbe un arcobaleno di emozioni.

Poche righe per testimoniare che l'opportunità che mi è stata concessa è preziosa e, come rappresentante del C.S.I. sento l'orgoglio che mi investe.

Con lungimiranza e un' enfasi infantile e visionaria, spero questa iniziativa prenda il largo, spinta da una brezza costante.

C'è bisogno di credere che le idee valide abbiano un ceppo virulento, che trovino spazio per germogliare e divenire una pianta rigogliosa, in grado di ossigenare un ambiente che altrimenti rischia di soffocare coloro che hanno minor colpa: i bimbi.

 

                                                                    Operatrice ai servizi di posticipo per il C.S.I.

                                                                                          Giada Iannelli