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Pol…Etically (s)correct

Comunicato del 05/06/2014

Le regole quantomeno bizzarre del cittì e del calcio italiano in vista dei mondiali quando lo sport va a braccetto con il più bieco opportunismo

La scadenza tanto attesa è alle porte. Un settimana ed i mondiali terranno calamitati davanti ai teleschermi miliardi di appassionati …e non proprio perché tanta gente, solo per non sentirsi fuori dal coro, pur non interessandosi di calcio, seguirà gli eventi calcistici e gossipari dei mondiali brasiliani.

L’Italia, perché il calcio qui vale quanto un governo e forse più, non è partita con il piede giusto. Il “guru” Cesare Prandelli è stato blindato proprio per far capire che sport e risultato sono come li concepiva De Coubertin, per cui anche senza essere uccelli del malaugurio, se l’Italia uscisse al primo turno, il Cesarone nazionale conserverebbe il posto.

Un segnale importante cui però fanno seguito una serie di risposte affatto in linea. Bella, da riempire la bocca la dichiarazione del cittì azzurro su chi non rispetta l’avversario e le regole sportive ma la gomitata in faccia di Chiellini al romanista Pjanic sanzionata con 3 giornate dal giudice, è passata totalmente sotto silenzio. Ma Prandelli non era quello che tuonava: “…chi sbaglia paga…non è possibile fare pugilato in campo…il rispetto dell’avversario prima di tutto” e tante altre denunce forti del genere. Balle, balle propinate alla stampa compiacente ed ai tifosi con le fette di salame sugli occhi e gli orecchi tappati. Prandelli testualmente ha detto: “Se il giocatore è indispensabile alla nazionale allora può utilizzare anche il machete in campo altrimenti se è un carneade qualsiasi che venga squalificato a vita e messo alla gogna”. 

Povero sport italiano e povero calcio di casa nostra in cui non puoi cambiare canale senza trovare soloni che pontificano ma basta una finta stupida per far cadere il velo e qui di pietà ce n’è rimasta poca ma almeno ci fosse il rosso della vergogna, manco quello. Poi gli stessi s’indignano quando nella partita dei giovanissimi c’è un genitore che inveisce con l’arbitro. Che l’Italia vinca il mondiale, l’augurio è d’obbligo ma non ci vengano poi a dire che i neo campioni lo sono anche di umanità se è vero come è vero che il campo non mente.